TIM – TELECOM ITALIA – RSU SLC-CGIL Lazio – Comunicato EF,PDR,… (10/6/16)

Sindacato Lavoratori Comunicazione

PREFERIREI DI NO

ovvero

GRAZIE, NON VOGLIO ESSERE AGEVOLATO

È notizia di questi giorni che l’Azienda intende agevolare la fruizione dei permessi retribuiti 2016, non ancora goduti, attraverso una specifica pianificazione.

Ci verrebbe da dire che siamo alle solite, con l’estrazione dell’ennesimo coniglio dal cilindro che di fatto riesce solo ad imbruttire un clima che certo non può dirsi disteso – a cui puntualmente fanno da contraltare interventi demagogici e strumentali, che se possibile finiscono per ingenerare ancora più confusione.

Se l’art. 26 ccnl c. 10 prescrive che i permessi dovranno essere fruiti nel corso dell’anno di maturazione (a livello aziendale potranno essere stipulati accordi che prevedano fruizioni collettive di detti permessi); al c. 12 si prevede che i permessi eccezionalmente non fruiti entro l’anno di maturazione continuano a confluire … in un apposito Conto ore individuale per un ulteriore periodo di ventiquattro mesi, per consentirne la completa fruizione da parte del lavoratore … Al termine di tale periodo, le eventuali ore che risultassero ancora accantonate, saranno liquidate con la retribuzione in atto nel mese di scadenza.

Aggiungiamo che l’art. 26 c. 11 sancisce che la fruizione di detti permessi individuali

retribuiti (come di quelli previsti per ex festività) avverrà previa richiesta da effettuarsi almeno venti giorni prima e nel rispetto di un tasso di assenza contemporanea a tale titolo non superiore al 5% dei lavoratori normalmente addetti al turno. Nel caso in cui non sia rispettato il termine di preavviso di venti giorni la fruizione dei permessi richiesti avverrà compatibilmente con le specifiche esigenze aziendali e mediante rotazione che non implichi complessivamente assenza superiore ad un tetto compreso tra l’8,5% e l’11,5% dei lavoratori normalmente addetti al turno.

Per quanto sopra, ai lavoratori di TIM non corre alcun obbligo. Al contempo, ricordiamo che ogni richiesta di assenza a qualsiasi titolo deve passare per l’inserimento in ESS, l’unico strumento che permette la visibilità di richieste fruizioni e dinieghi.

Già, dinieghi: come quello tutto gestionale di alcune Linee che non era possibile fruire di EF per l’intero turno se non dopo aver goduto di tutte le giornate di ferie… Perché sembra tutto d’un tratto che le arcinote criticità nel godere degli istituti in tema, almeno in alcuni settori (ad es., i call center), siano svanite nel nulla… Eppure, sono proprio quelle stesse esigenze di servizio che impediscono l’accettazione delle richieste di trasformazione, anche solo a tempo determinato, dei rapporti di lavoro a part-time – o no?

Veramente le Linee sapranno conciliarle con la fruizione entro l’anno dei permessi in conto 2016, che fatalmente si sovrapporranno alle assenze per ferie? Specie nei settori storicamente e cronicamente sottodimensionati – tra gli altri, il front end unico di Network ed i negozi sociali, il cui organico a pieno regime è di per sé insufficiente a gestire gli attuali carichi di lavoro.

E considerando pure la riduzione d’orario, pari a ca. 2 gg/mese, relativa all’applicazione dei contratti di solidarietà difensiva…

Accordi di settembre ed ottobre 2015, nelle intenzioni di TIM Fistel-CISL Uilcom-UIL UGL Tlc, avrebbero messo in sicurezza l’azienda – o no?

La scrivente Organizzazione sindacale non si è mai sottratta al confronto, anche serrato, quando ne ha condiviso le linee di fondo. Da mesi a questa parte, invece, pare essere sparita ogni strategia industriale di medio e lungo periodo – e l’attenzione è spasmodicamente e drammaticamente incentrata su risultati di corto respiro (il cui raggiungimento è inquinato dai premi) e prioritariamente di natura economico-finanziaria – lo dimostra il fatto che il Piano Industriale di fatto sembra riassumersi nel risparmio di 1,6 mld € – condizione che, ricordiamo, permetterà all’AD ed ai dirigenti di I fascia di vedersi riconosciuti emolumenti straordinari pari a 55 mln €.

Tutte le ultime decisione prese (dalla revisione presidio orario ed organico in ASA ad invarianza di solidarietà, alla revisione della turnistica e della reperibilità in OA, tanto per citare quelle che hanno coinvolto un numero apprezzabile di lavoratori) abbiamo ragione di ritenere essere fallimentari, perché non intercettano le reali criticità dell’Azienda. Che ne sarà di OA quando andrà a regime la possibilità per gli OLO di avvalersi di tecnici on field senza più passare necessariamente per TIM? Che ne sarà dell’azienda se, in risposta alle ammonizioni di AGCOM ed AGCM contro le pratiche di abuso di posizione dominante, TIM intenderà scorporare la rete?

E l’organizzazione del lavoro? E la produttività, cioè l’efficienza e l’efficacia di tutti i fattori della produzione (hardware, software, strumenti, formazione, protocolli, dpi…)? E la qualità del servizio?

Se si volesse genuinamente risparmiare risorse, allora si potrebbe cominciare dal rispettare leggi e regolamenti, anziché violarli salvo poi vedersi sanzionare con multe salate e si dovrebbero ridimensionare seriamente appalti, consulenze, benefit, incentivi a partire dalla dirigenza e dai responsabili dei vari livelli…

Suvvia, allora: siamo seri.

Oggi, infatti, i lavoratori hanno la sensazione, che sta tramutando in certezza, che l’unico obiettivo concreto dell’Azienda sia il crescente discredito dei lavoratori verso il gruppo dirigente, l’aumento della disaffezione per il proprio lavoro e di renderne sempre più difficile la vita professionale. Proprio coloro che, mentre il management si culla in politiche premianti “a prescindere” (su cui la flessione dell’EBITDA non ha avuto alcun eco), da troppi anni e responsabilmente tengono a galla, con sacrifici tangibili, una barca che continua a fare acqua da tutte le parti.

Le scriventi RSU valuteranno, con il loro coinvolgimento e il loro sostegno, le azioni più opportune per contrastare le arbitrarie iniziative aziendali finalizzate ad esasperare

ulteriormente gli animi dell’unica vera risorsa pregiata e responsabile di TIM: i lavoratori e le lavoratrici.

Roma, 10 giugno 2016

RSU di TIM u.p. Lazio, Staff centro (Lazio) liste Slc-CGIL

tra ef, pdr ed altre stravaganze.pdf

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