TIM – OOSS e RSU TIM Toscana – ERMIAMOLI (11/10/16)

SLC/CGIL – FISTEL/CISL – UILCOM/UIL

RSU TIM TOSCANA

FERMIAMOLI

La proposta che l’azienda ci ha consegnato il 6 ottobre a Roma non rientra nell’ambito delle normali relazioni sindacali.

Infatti, dopo aver illustrato le problematiche della produttività e dei costi in un contesto privo di esuberi e del mantenimento del perimetro occupazionale, ha deciso di disdettare l’accordo di secondo livello del 2008 e ha contestualmente proposto un testo che cambia la natura del rapporto tra lavoratori e azienda.

Tagli indiscriminati di tutte le voci e ridefinizione degli istituti sulla base della piena gestionabilità da parte dei responsabili aziendali.

Abolizione del mancato rientro e dello straordinario, che diventa obbligatorio, demansionamento oltre il Jobs Act, controllo a distanza, fino al buono pasto riproporzionato per i part time e tante altre perle che hanno l’obbiettivo presunto di migliorare oggi i conti aziendalicon il rischio di ipotecare il nostro futuro domani.

Inaccettabili sono anche alcune proposte di vera e propria macelleria sociale come l’abolizione del mancato rientro, la rivisitazione della trasfertistica, delle ferie e di molti altri istituti, uno su tutti il progetto panda per i tecnici, abolito per responsabilità di presunti sindacati che pensano di risolvere le questioni sindacali davanti ai giudici.

Una proposta aziendale completamente inaccettabile

In attesa dell’assemblea del coordinamento nazionale RSU che si terrà a Roma lunedì 17 ottobre, SLC/CGIL, FISTEL/CISL, UILCOM/UIL e le RSU TIM della Toscana ritengono il metodo e il merito proposto dall’azienda inaccettabile.

Metodo e merito che evidenziano inequivocabilmente la volontà aziendale di non arrivare ad un accordo e andare avanti con continue forzature.

Se l’azienda non arretra ci attende un periodo di forte contrapposizione che è l’ultima cosa che vuole il sindacato e che fa male all’azienda in una difficile situazione come l’attuale.

Noi pensiamo che si debba mantenere alto il nostro senso di responsabilità e bloccare l’azienda solo orientata al taglio dei costi senza nessuna prospettiva di sviluppo e per farlo dobbiamo contrapporci a cominciare dall’apertura delle procedure di raffreddamento a livello nazionale.

A fronte della chiara volontà aziendale di far pagare ai lavoratori le scelte (e i premi?) del management occorre l’unità di tutti, senza se e senza ma.

Firenze, 11 ottobre 2016

(161010) com reg proposta az 2 livello.doc

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